La fuga e’ terminata , l’evento dal quale fuggire e’ passato, affogato in generose pinte di pilsner scura servita a 13°, tutto e’ filato via liscio e ne sono uscito tutto sommato indenne.
Praga rimane sempre una città meravigliosa ed affascinante a tratti addirittura misteriosa.
Una cosa e’ certa però, la Praga che avevo conosciuto ed adorato una vita fa’ non esiste più, spazzata via dal consumismo e dalle barbare frotte di turisti.
Ma cio’ non toglie che camminare per i suoi vicoli rimane esperienza unica, sempre consigliabile e da ripetere presto.
Domani mattina parto,direzione Praga, tre giorni .
E' una fuga, meglio fuggire per il week end.
Idolo e’ una parola grossa. Fondamentalmente non ho mai avuto idoli, ci sono persone che ammiro e rispetto , non e’ la stessa cosa. Comunque in gioventu’ adoravo un misconosciuto gruppo rock. La band era composta da piu’ persone ma l’anima pensante della formazione era costituita da due soli personaggi.
Uno era molto talentuoso e fine songwriter, L’altro piu’ spocchioso e forse meno dotato. Il gruppo si sciolse dopo una manciata di meravigliosi album a causa dell’incompatibilita’ di queste due forti personalita’.
Il primo e’ diventato ricco e famoso, Lo spocchioso continua a fare musica con progetti piu’ seminali e meno visibili. Non occore dire che io ho sempre preferito lo spocchioso al talentuoso.
L’altra notte mentre facevo altro, ho rimesso nel lettore uno dei loro vecchi dischi .
L’ascolto ha sviluppato in me la voglia di contattare il mio eroe giovanile.
Rapida ricerca in rete, ha un sito, ha un’email.
Senza pensarci su decido di scrivergli.
Poche righe: ciao,….. bla bla….., mi piacerebbe fare qualcosa con te, ti va di fare musica insieme? à invio.
Tanto manco leggera’ la mia mail, e se anche la leggera’ figurati se risponderà mai ad un arrogante perfetto sconosciuto italiano.
Non e’ importante per me’, gli ho scritto, questo e’ gia tanto, erano anni che quest’idea di entrare in contatto con lui mi frullava in testa.
Ok lo ho fatto , riprendo a fare le mie cose, stacco e vado a nanna (felice?)
La mattina dopo ripensandoci scrivo ad alcuni amici dicendo, sai, stanotte cazzeggiando ho scritto a quel tipo che adoravo tanto negli anni 80……risate.
Mentre cominciano ad arrivare le risposte dagli amici ecco l’evento inaspettato.
Arriva la sua risposta:
Guarda sono molto impegnato, non ti assicuro nulla, pero’ mandami qualcosa da ascoltare, vedremo…….. best regards p.k.
Ok sono solo 2 righe di cortesia , pero’ comunque non ha cestinato la mia mail, non mi ha mandato a gagare, e’ disposto ad ascoltare la mia musica.
L’adolescente che in me (nonostante l’anagrafe impietosa) gongola.
Poi realizzo:
Cazzo dove te li mando i miei cdr?
Merda se non mi dai il tuo indirizzo faccio un po’ fatica ad inviarteli.
Sti eroi giovanili del cazzo!!!!!!
Li idealizzi, poi quando li conosci, finiscono sempre per deluderti
All'apertura della posta stamattina mi hanno detto che ce l'ho piccolo.
Il mio ego maschile e' stato ferito profondamente, l'ho presa male.
Per fortuna potro' ordinare le magiche pillole che risolveranno il mio problema.
Tornero' ad essere un vero uomo cazzuto.
La mia citta e’ bella, E’ indubbiamente gradevole alla vista , la vita vi scorre tranquilla . Il problema semmai e’ che vi scorre fin troppo tranquilla, viverci non offre la benche’ minima stimolazione. Tutto resta ovattato immutato , ogni possibile variazione di questo stato di cose non viene recepita ed accettata dai suoi perbenisti abitanti. E’ una citta di sinistra situata nella piu’ filosovietica delle province dell’occidente. L’essere di sinistra qui e’ un concetto molto relativo e personale, il corso della storia ed il fluire del tempo ha profondamente mutato il comportarsi della gente di sinistra a proprio beneficio. Io non sono immune da tale sviluppo mentale, anche se almeno nei rari momenti di lucidità riesco a rendermene conto. La mia citta come tutte le citta ha un suo suono. O meglio emana parecchi suoni a seconda delle zone o degli anfratti in essa nascosti. Il mare e la spiaggia diffondono alternativamente serenita interiore e spaventosa potenza naturale. Le vie pedonali del centro emanano un costante brusio di voci e passi simile ad un pad passato per granulab. Il petrolchimico (detto il Gigante) sprigiona droni ossessivi in odorama pregni di alienazione e figli della produzione 24/24 - 7/7 - 365/365 . Uno dei maggiori rapporti al mondo abitanti/biciclette produce conseguenze acustiche raffinate e piacevoli. La piallassa (una specie di meravigliosa palude), così surrealmente fuori contesto nonostante sia situata a pochi metri dalla citta’ , regala melodie costituite da frequenze quasi inaudibili. L’auralita’ della pineta entra in conflitto con i profumi che emana……..
Ogni luogo “suona”, strabiliante e’ il fatto che nessuno ci fa caso.
Se trovassimo il tempo per fermarci ad ascoltare scopriremmo aspetti dei luoghi nei quali abitiamo assolutamente nuovi ed affascinanti.
Come suona la vostra citta?
Giorni di assenza dal blog. Giorni di impegni e di creazioni. Giorni fecondi (soprattutto notti) durante i quali e’ meglio fissare cio’ che la mente, il cuore e i microfoni hanno catturato.
Una quindicina di minuti sono stati fissati, stoppati ed isolati. Sembrano 15 minuti onesti e soprattutto rappresentativi di questo periodo. Sembreranno tali anche fra qualche giorno?
I miei cambi d’umore sono sempre talmente repentini da farmi costantemente dubitare, percio’ e’ meglio catturare al volo quello che avviene in momenti positivi.
Altra cosa che non smette mai di stupirmi e’ come mai il risultato di cio’ che realizzo durante momenti di serenità interiore risulta sempre essere cosi’ cupo,scuro e statico.
Cosa significherà questo?
Altro da raccontare?
Non voglio annoiarvi nuovamente con il resoconto delle mie escursioni invernali sulla spiaggia,
per cui se qualcuno ha voglia di scaricarsi una 15ina di megabyte , puo’ vedere con i propri occhi ed ascoltare con le proprie orecchie cio’ che ho visto e sentito io l’altro pomeriggio.
Mezzo pomeriggio,squarcio di sereno dopo ore di pioggia, piccolo molo, spiaggia, detriti portati dalla corrente, 4 gradi celsius, bora discreta, residui di onde in frantumi nebulizzate sulla faccia. La tipica luce del sole che si ritira .Guardi con un misto di invidia e compatimento 2 temerari surfisti che a cavalcioni della propria tavola tentano di domare gli elementi .Straordinarie sculture create dal vento che impietoso modella le dune a ridosso della battigia, odore di salsedine misto a nicotina.
Godi di tutto cio’ fino a che il fisco resiste alla bora ed ai 4 gradi celsius ed il sole scompare definitivamente, dribli 2 sapientemente 2 calessi ed incontri lo sguardo dei 2 fantini che si chiedono che ci fa' uno li in mezzo con un microfono in mano.
Intorpidito, con le funzioni vitali ridotte al minimo ma fottutamente felice, riprendi la tua strada.
Alcuni giorni di pausa dedicati ad attività arretrate che attendevano da troppo tempo.
Poi:
Ho visto il mare invernale molto incazzato urlare a squarciagola, ho vilolato ripetutamente il decreto Urbani duplicando illegalmente tonnellate di classici Disney, sono stato intervistato, mi sono esercitato a reagire ad ipotetici attacchi batteriologici, ho mangiato la polenta e bevuto barolo.
In sostanza non ho fatto un bel niente.
Non e’ successo nulla nel frattempo nemmeno nel mondo.
Gli americani si sono espressi , Bruno vespa l’avvoltoio voleva seppellire Arafat prima ancora che vengano staccate le macchine, si continua a morire in Iraq, qualche inondazione, qualche scossa di terremoto…..nulla di che.
Nulla di significativo insomma.
Tutto come prima.
Rassicurantemente sotto controllo.
Come sempre.
Viva l’occidente.
L’unica cosa degna di nota e’ la nascita di paesaggi quasi automatici .
A questo punto manca solo il ragazzo emo, ma dovrebbe essere questione di poco!!
La poco rassicurante Hackney road di notte. Il barbuto suonatore di dijeridoo nei sottopassaggi della metro a Stockwell che non accettò il mio consiglio di suonare lo strumento senza le basi techno che lo accompagnavano. Il pazzo alcolista che uralava ai 4 venti la sua devozione verso Jesus il salvatore e che mi disse : “tu che sei italiano sai che ho ragione!”.Gli odori intensi emanati dai take away a cielo aperto nella zona cibo dei Camden Locks . La surreale conversazione con un Pakistano in un pub di cui non ricordo il nome. La notte reggae/dub al the ArtClub di Notting Hill con le selezioni trojan del selecter e le invocazioni a Jah del toaster di turno. La 50enne barista del “ Pride of Paddington” in completo sadomaso, non curante della pancia straripante, la notte di Hallowen .Le installazioni di John Bock all’ICA. L’ascolto delle mie onde cerebrali generate dalla brain machine sempre all’ICA. Lo scoiattolo che non scappava di Regent’s Park. I cibi giapponesi che ti scorrevano davanti in ciotoline di plastica su un nastro in loop . Il paradossale non riuscire a trovare nulla di interessante in un enorme Virgin Megastore………
E anche tanto altro, ma tutto sommato per 4 giorni basta cosi’.