La fuga e’ terminata , l’evento dal quale fuggire e’ passato, affogato in generose pinte di pilsner scura servita a 13°, tutto e’ filato via liscio e ne sono uscito tutto sommato indenne.
Praga rimane sempre una città meravigliosa ed affascinante a tratti addirittura misteriosa.
Una cosa e’ certa però, la Praga che avevo conosciuto ed adorato una vita fa’ non esiste più, spazzata via dal consumismo e dalle barbare frotte di turisti.
Ma cio’ non toglie che camminare per i suoi vicoli rimane esperienza unica, sempre consigliabile e da ripetere presto.
All'apertura della posta stamattina mi hanno detto che ce l'ho piccolo.
Il mio ego maschile e' stato ferito profondamente, l'ho presa male.
Per fortuna potro' ordinare le magiche pillole che risolveranno il mio problema.
Tornero' ad essere un vero uomo cazzuto.
Giorni di assenza dal blog. Giorni di impegni e di creazioni. Giorni fecondi (soprattutto notti) durante i quali e’ meglio fissare cio’ che la mente, il cuore e i microfoni hanno catturato.
Una quindicina di minuti sono stati fissati, stoppati ed isolati. Sembrano 15 minuti onesti e soprattutto rappresentativi di questo periodo. Sembreranno tali anche fra qualche giorno?
I miei cambi d’umore sono sempre talmente repentini da farmi costantemente dubitare, percio’ e’ meglio catturare al volo quello che avviene in momenti positivi.
Altra cosa che non smette mai di stupirmi e’ come mai il risultato di cio’ che realizzo durante momenti di serenità interiore risulta sempre essere cosi’ cupo,scuro e statico.
Cosa significherà questo?
Altro da raccontare?
Non voglio annoiarvi nuovamente con il resoconto delle mie escursioni invernali sulla spiaggia,
per cui se qualcuno ha voglia di scaricarsi una 15ina di megabyte , puo’ vedere con i propri occhi ed ascoltare con le proprie orecchie cio’ che ho visto e sentito io l’altro pomeriggio.
Mezzo pomeriggio,squarcio di sereno dopo ore di pioggia, piccolo molo, spiaggia, detriti portati dalla corrente, 4 gradi celsius, bora discreta, residui di onde in frantumi nebulizzate sulla faccia. La tipica luce del sole che si ritira .Guardi con un misto di invidia e compatimento 2 temerari surfisti che a cavalcioni della propria tavola tentano di domare gli elementi .Straordinarie sculture create dal vento che impietoso modella le dune a ridosso della battigia, odore di salsedine misto a nicotina.
Godi di tutto cio’ fino a che il fisco resiste alla bora ed ai 4 gradi celsius ed il sole scompare definitivamente, dribli 2 sapientemente 2 calessi ed incontri lo sguardo dei 2 fantini che si chiedono che ci fa' uno li in mezzo con un microfono in mano.
Intorpidito, con le funzioni vitali ridotte al minimo ma fottutamente felice, riprendi la tua strada.
La poco rassicurante Hackney road di notte. Il barbuto suonatore di dijeridoo nei sottopassaggi della metro a Stockwell che non accettò il mio consiglio di suonare lo strumento senza le basi techno che lo accompagnavano. Il pazzo alcolista che uralava ai 4 venti la sua devozione verso Jesus il salvatore e che mi disse : “tu che sei italiano sai che ho ragione!”.Gli odori intensi emanati dai take away a cielo aperto nella zona cibo dei Camden Locks . La surreale conversazione con un Pakistano in un pub di cui non ricordo il nome. La notte reggae/dub al the ArtClub di Notting Hill con le selezioni trojan del selecter e le invocazioni a Jah del toaster di turno. La 50enne barista del “ Pride of Paddington” in completo sadomaso, non curante della pancia straripante, la notte di Hallowen .Le installazioni di John Bock all’ICA. L’ascolto delle mie onde cerebrali generate dalla brain machine sempre all’ICA. Lo scoiattolo che non scappava di Regent’s Park. I cibi giapponesi che ti scorrevano davanti in ciotoline di plastica su un nastro in loop . Il paradossale non riuscire a trovare nulla di interessante in un enorme Virgin Megastore………
E anche tanto altro, ma tutto sommato per 4 giorni basta cosi’.